Perdita posizioni SEO su Google: quali sono le cause e cosa fare

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In un articolo precedente sul tema Perché il mio sito non compare su Google, abbiamo esplorato vari fattori che possono ostacolare l’indicizzazione corretta di una pagina web. Ma quali sono le ragioni dietro un calo nelle posizioni su Google per le parole chiave d’interesse?

È fondamentale identificare le cause di questa perdita di visibilità sui risultati di ricerca per adottare le misure corrette. Le fluttuazioni nei ranking sono normali, ma se osservi un regresso costante su tutte le tue pagine, potrebbe essere dovuto a una concorrenza più intensa, a un sito web meno ottimizzato rispetto al passato, o a cambiamenti nell’algoritmo di ricerca.

Adottare un approccio proattivo può ridurre questi rischi. Nel seguente articolo, capiremo come la nostra agenzia SEO Ranking Road Italia affronta questi problemi e come possiamo aiutarti a migliorare la tua posizione.

Il tuo non è accessibile al motore di ricerca

Un calo nelle posizioni di ricerca potrebbe essere legato semplicemente a problemi di accessibilità del tuo sito web o di una pagina specifica. Per verificare questo, puoi utilizzare strumenti come Google Search Console o HTTP Status Code Checker, che ti aiuteranno a identificare eventuali problematiche.

Ecco alcuni codici di stato comuni e cosa significano:

  • Codice di stato 200: la tua pagina è stata trovata senza problemi.
  • Errore 404 (pagina non trovata) o errore 410 (pagina permanentemente rimossa): questi errori indicano che la pagina richiesta non è più disponibile.
  • Errore 500 (errore del server): questo problema necessita di un intervento presso il tuo provider di hosting per essere risolto.
  • Un tag “noindex“: questa è un’istruzione HTML che dice ai motori di ricerca di non indicizzare una pagina nei loro risultati di ricerca.
    Pagina privata: a differenza delle pagine pubbliche, accessibili a tutti, le pagine private richiedono autenticazione o autorizzazione specifica per essere visualizzate.

 

Il file robots.txt impedisce ai robot di eseguire la scansione del tuo sito

Il file robots.txt gioca un ruolo cruciale nella gestione di come i robot dei motori di ricerca interagiscono con il tuo sito web. Attraverso questo file, è possibile specificare quali pagine del sito i robot possono scansionare e quali dovrebbero evitare. Questo può essere utile per prevenire la sovraccarico del tuo server o per nascondere contenuti non destinati all’indicizzazione.

Tuttavia, se non configurato correttamente, il file robots.txt può effettivamente danneggiare la tua visibilità sui motori di ricerca. Ad esempio, potresti aver involontariamente aggiunto regole che impediscono ai robot di accedere a pagine importanti per la SEO. Se queste pagine sono escluse, i motori di ricerca non le scanneranno e, di conseguenza, non le indicheranno nei risultati di ricerca, potenzialmente causando una perdita di traffico e visibilità.

Se sei incerto riguardo le configurazioni del tuo file robots.txt o se sospetti che possa essere la causa di una recente perdita di posizionamento nei risultati di ricerca, è saggio consultare un esperto SEO. Gli specialisti di Ranking Road Italia possono esaminare e ottimizzare il contenuto del tuo file robots.txt per assicurarti che non stia involontariamente bloccando pagine importanti dall’essere indicizzate da Google.

Le pagine hanno un tag “noindex”

Hai gestito il restyling del tuo sito con cura, lavorando su una versione di pre-produzione e assicurandoti di non indicizzarla, un’ottima pratica per evitare problemi di contenuto duplicato o di accesso prematuro a contenuti non finalizzati. Tuttavia, un piccolo passaggio mancato, come rimuovere il tag “noindex” prima di andare live, può causare un grosso inconveniente: il sito non appare più nei risultati di ricerca di Google.

Questo accade perché il tag “noindex” dice esplicitamente ai motori di ricerca di non includere la pagina nei loro indici. Se dimenticato su un sito al momento del lancio, impedisce che il sito venga indicizzato, come hai sperimentato.

Risultato: Google vede il tag noindex e non indicizza. Niente panico, rimuoviamo noi di Ranking Road Italia rimuoviamo questo tag, chiediamo a Google Search Console di ripetere la scansione del sito e normalmente il si ricompare su Google.

 

L’Url non esiste più

Hai configurato un reindirizzamento 301 per gli URL modificati?

Cambiare l’URL di una pagina senza impostare un reindirizzamento 301 può portare alla perdita di posizionamento su Google. Infatti, quando l’URL di una pagina viene cambiato, i motori di ricerca devono reindicizzare il nuovo indirizzo e rivedere la pertinenza della pagina. Senza un reindirizzamento permanente (301), i motori di ricerca trattano il nuovo URL come una pagina completamente nuova, separata da quella originale. Questo può portare alla perdita dell’autorità della pagina originale, inclusi backlink e segnali di ranking accumulati nel tempo.

Di conseguenza, il nuovo URL potrebbe impiegare tempo per riacquisire il posizionamento precedente, o potrebbe non riuscirci affatto. È quindi cruciale implementare reindirizzamenti 301 quando si cambiano gli URL, per preservare il ranking e la visibilità della pagina. Questo permette ai motori di ricerca di trasferire il valore dal vecchio al nuovo URL, mantenendo così il posizionamento e l’autorità della pagina nei risultati di ricerca.

 

Non hai implementato le ottimizzazioni SEO base

Rispettare le fondamenta della SEO è essenziale per mantenere un buon posizionamento su Google, che tende a penalizzare le pagine che non aderiscono alle sue linee guida. Ecco alcuni punti cruciali da verificare per assicurarsi che il tuo sito web sia ottimizzato:

  1. Titolo della pagina e meta description: Il tag title e e la meta description sono fondamentali per aumentare il tasso di clic (CTR), il che migliora il tuo posizionamento organico. È importante essere concisi, efficaci e stimolare l’interesse con l’uso di verbi d’azione. Troverai ulteriori consigli nel nostro articolo dedicato all’ottimizzazione dei tag title e delle meta description.
  2. Velocità di caricamento: La velocità con cui le pagine del tuo sito si caricano è vitale. Una pagina lenta aumenta il rischio che i visitatori la abbandonino prima ancora di esplorarne i contenuti, impattando negativamente sul SEO.
  3. Compatibilità mobile: Con l’aumento dell’uso di dispositivi mobili per accedere a internet, è essenziale che il tuo sito sia ottimizzato per mobile. Google mostra risultati diversi su dispositivi mobili rispetto ai PC, e un sito non ottimizzato per questi dispositivi può perdere posizioni nei risultati di ricerca. Consulta il nostro articolo per strategie su come ottimizzare il SEO del tuo sito mobile.
  4. Aggiornamento del contenuto: I contenuti devono essere aggiornati regolarmente per rimanere rilevanti. Se hai trattato un argomento che nel tempo ha subito cambiamenti, è meglio aggiornare i contenuti esistenti piuttosto che crearne di nuovi. Questo non solo ti fa risparmiare tempo, ma anche beneficia del valore SEO accumulato dal contenuto e dimostra a Google che sei un’autorità nel tuo campo.

 

Capire perché il tuo sito perde posizioni su Google: usa gli strumenti giusti

La posizione del tuo sito nei risultati di ricerca di Google, che sia la tanto ambita posizione 0, la prima pagina o addirittura la seconda, dipende dalle valutazioni di Google stesso. È quindi fondamentale comprendere come Google percepisce il tuo sito e quali aspetti potrebbero non essere conformi alle sue linee guida.

Google Search Console

Questo è uno strumento gratuito offerto da Google che ti aiuta a monitorare e ottimizzare la visibilità del tuo sito nei risultati di ricerca. Attraverso la Search Console, puoi:

  • Monitorare le prestazioni del tuo sito.
  • Verificare l’indicizzazione delle tue pagine.
  • Inviare sitemap.
  • Risolvere problemi di scansione.
  • Ricevere notifiche relative a problemi di sicurezza.
  • Analizzare le parole chiave che attirano traffico verso il tuo sito.
  • E molto altro.

Per sfruttare al meglio questo strumento, assicurati di configurare le notifiche email tramite le “Preferenze di Search Console” nella home page, cliccando sull’icona dell’ingranaggio e selezionando “Abilita notifiche email”. Questo ti permetterà di ricevere avvisi automatici, ad esempio, in caso di sanzioni manuali da parte di Google.

Attenzione nell’utilizzo di certe funzioni di Search Console: Ad esempio, la funzione “rimuovi” potrebbe avere un impatto significativo sul tuo sito se utilizzata senza cautela. Se stai considerando di rimuovere dalla SERP la versione non SSL del tuo sito, sappi che potrebbe portare alla rimozione completa del sito dai risultati di ricerca. Per correggere un’azione del genere, potrebbe essere necessario intervenire manualmente attraverso le impostazioni di Search Console.

Google Analytics 4

Questo strumento rappresenta l’evoluzione di Universal Analytics, che cesserà di funzionare a partire da luglio 2023. Google Analytics 4 offre funzionalità avanzate per analizzare il traffico web, le fonti di traffico, il comportamento degli utenti e le conversioni. È particolarmente utile per identificare quali parole chiave generano traffico organico, quali pagine stanno perdendo popolarità e per monitorare le tendenze del posizionamento nel tempo.

Ricorda, un buon utilizzo di questi strumenti non solo ti aiuterà a mantenere una buona posizione nei risultati di ricerca, ma anche a identificare e risolvere rapidamente eventuali problemi, garantendoti una solida presenza online. Se incontri difficoltà, una consulenza SEO può essere un alleato prezioso nel risolvere i problemi e nel migliorare continuamente la tua strategia di visibilità online.

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